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È l’ora di abolire la guerra, di cancellarla dalla storia dell’umanità


Queste sono le parole che il Papa ha pronunciato durante l’Angelus, in piazza San Pietro il 27 marzo 2022, lanciando il suo appello ha avvertito: “prima che sia la guerra a cancellare l’umanità”. Il pericolo è l’autodistruzione, perché questo conflitto ci sta avvicinando sempre più alla terza guerra mondiale “È passato più di un mese dall’invasione dell’Ucraina, di questa guerra crudele e insensata, che rappresenta una sconfitta per tutti noi. C’è bisogno di ripudiare la guerra, luogo di morte dove padri e madri seppelliscono i figli, dove uomini uccidono i loro fratelli senza averli nemmeno visti, dove i potenti decidono e i poveri muoiono”.

Qualche giorno fa rivolgendosi al Centro Italiano Femminile ha sottolineato come le donne possono essere protagoniste del cambiamento, se non omologate al sistema attuale di potere. "Occorre un'altra impostazione delle relazioni internazionali". Nel frattempo, il pontefice sta compiendo tutti gli sforzi per aprire uno spiraglio di luce in questa nebbia che ha offuscato le menti dei potenti.

In questi giorni i contatti tra Papa Francesco ed il Patriarca Kirill per riportare la pace in Europa sono improntati al dialogo. Dialogo che ancora non avviene tra i potenti della terra. Fortemente caricati di proclami e distinguo che non fanno bene all’umanità.

Sono passati circa mille anni dalla separazione definitiva che avvenne con il grande scisma tra le due chiese d’Oriente e Occidente. Ma il grande salto di qualità per risanare le ferite del passato è avvenuto nel 2016 nel primo grande incontro storico all'Avana tra papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill, che ha confermato l’interesse di Francesco, nel dialogo, nel costruire ponti di fratellanza con le altre religioni.

Un’analisi dei rapporti attuali tra i due leader religiosi e della situazione religiosa in Ucraina e in Russia ci viene raccontata nell’intervista che il giornalista Roberto Montoya, per Rainews, ha realizzato con Giovanna Parravicini, ricercatrice della Fondazione Russa cristiana e curatrice di numerose pubblicazioni sulla storia della Chiesa in Russia nel XX secolo sul sito:


In sintesi, sappiamo che La Chiesa cattolica in Russia è minoritaria ma nel suo piccolo cerca di svolgere un ruolo “ecumenico”, o, per usare una parola cara ai russi, solidale e fraterno, soprattutto nei confronti della società in cui vive e della Chiesa ortodossa maggioritaria. Negli anni 90 c'erano tanti timori, sia da una parte che dall'altra, legati alla paura di un proselitismo cattolico, da parte dei fedeli ortodossi. A distanza di 30 anni c’è stata una continua e progressiva distensione e apertura da entrambi i lati.


Ma quali sono gli elementi che hanno portato al conflitto? Interessante è stata la risposta alla seguente domanda: quali sono stati gli errori commessi dall’Occidente in questi ultimi anni sulla politica estera verso la Russia?


Secondo la ricercatrice Giovanna Parravicini di errori ne sono stati commessi sia da una parte che dall'altra. L'idea stessa di costruire la pace contrapponendo armamenti sempre più sofisticati e più pesanti, illudendosi che questi armamenti possano essere deterrenti per la guerra, è un’idea sbagliata. L'ha ribadito con grande chiarezza anche papa Francesco nei giorni scorsi. La tensione odierna nasce, in ultima analisi, da calcoli abbastanza miopi di propri interessi contingenti, locali e privati, non c’è stata una politica di maggior respiro, un richiamo a idealità che potrebbero sembrare meno concrete della moneta sonante, ma che in realtà sono le uniche a poter produrre - in prospettiva - benessere e stabilità. Pensiamo alla politica fatta nel secondo dopoguerra da Adenauer, Schumann, De Gasperi, impegnati a creare una Europa in cui anche gli sconfitti avessero un posto, dove nessuno fosse messo alle corde. L’errore comune è stato proprio quello di pensare che l'economia e la potenza militare fossero le cose più realistiche del progresso. Oggi si sta dimostrando un errore di calcolo colossale.


Quale è la politica della Santa Sede? È quella di tenere la porta aperta a tutti?


Francesco ha la posizione di Cristo, che non sceglie da che parte stare, che è morto sia per i giusti che per gli ingiusti, è morto per le vittime come per i carnefici: il suo amore si estende a tutti gli uomini, a quelli che evidentemente sono degni di compassione di pietà di solidarietà come le vittime e a quelli per i quali noi facciamo fatica a pensare a una solidarietà. La parola Misericordia, Perdono oggi diventa una parola Divina, difficile da essere accolta e abbracciata dall'uomo. La posizione di papa Francesco mi sembra proprio una immedesimazione con la posizione di Cristo, di Cristo sulla croce.


Ma aggiungiamo, anche rivolgendo un appello al mondo femminile che, come detto in precedenza, può essere il futuro della prossima umanità, si può proporre "il modello della cura" che "è già in atto.

E oggi di nuovo rivolgendosi alle donne presenti in sala Clementina in occasione del 31° Congresso nazionale elettivo sul tema "Identità creazionale dell'uomo e della donna in una condivisa missione", che ha luogo a Roma dal 23 al 26 marzo 2022 il Papa è tornato a proporre "il modello della cura" che "è già in atto, grazie a Dio, ma purtroppo è ancora sottomesso a quello del potere economico-tecnocratico-militare".

"La buona politica non può venire dalla cultura del potere inteso come dominio e sopraffazione, ma solo da una cultura della cura, cura della persona e della sua dignità e cura della nostra casa comune. Lo prova, purtroppo negativamente, LA GUERRA VERGOGNOSA a cui stiamo assistendo".


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