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L’isola che non c’è? Tor Bella Monaca!



Le sentinelle segnalano: sono gli ultimi giorni per visitare una mostra intitolata “Dis/integration”: da Chernobyl ai disastri della guerra in corso fino al 29 maggio che raccoglie opere maturate in nove laboratori a Roma della Comunità di Sant’Egidio.


Il quartiere di Tor Bella Monaca a Roma viene rappresentato solo come quartiere caratterizzato dal fenomeno dello spaccio e della delinquenza. Eppure, qualcosa di meraviglioso vibra al suo interno, una gemma nascosta ai più e non meritevole della ribalta delle cronache, forse.


Invitato dalla comunità di sant’Egidio, vinti i miei molti timori, recentemente mi sono recato in via dell’Archeologia 74. Dopo una piccola galleria tappezzata da splendidi murales, mi incammino serenamente verso un ampio spazio erboso, incrocio tre bei giovanotti che mi guardano come se fossi un marziano, la pace che regna in quel posto però mi mette ora a mio agio ed elargisco un timido sorriso.



A pochi metri due edifici a guardia di quello spazio sociale, frontalmente alla sede della comunità di sant’Egidio uno spazio espositivo, un laboratorio d’arte che la Comunità di Sant’Egidio ha aperto nel 2009.


Continuo la mia esplorazione ed entro nel museo, opere apprezzabili e di grande spessore sociale. Queste opere d’arte scopro essere state create da persone disabili o meglio, che hanno diverse abilità, l’abilità di esprimere ciò che risplende nelle loro anime, inabilitato ormai a molti di noi. Complimenti ai loro talenti e a Maria Carosio la direttrice di questo laboratorio-museo che di loro ha detto: “Questi artisti hanno un vissuto difficile, attraverso l’arte, l’amicizia, i rapporti personali raggiungono un senso di liberazione e di felicità”.



L’autore del romanzo Tutto chiede salvezza, vincitore dello Strega giovani nel 2020 e finalista del premio stesso di quell’anno, lo scrittore e poeta Daniele Mencarelli, esponendo la sue impressioni ha espresso la sua meraviglia per questi artisti e per questa realtà territoriale: «In un luogo dove si pensa che nulla si salva e nulla può essere proposto, qui, a Tor Bella Monaca, vi esorto a percepirvi come una meravigliosa presenza. Il racconto di voi stessi è la sfida. Chi vive una condizione di difficoltà, qualsiasi fragilità, può trovare la strada perché quella difficoltà non si identifichi con la sua vita ma sia la straordinaria premessa drammaturgica per la rinascita della propria vita. Questo momento di rinascita esiste, è oggi, tra questi palazzi, qui s'inverte la narrazione comune e quella di ognuno».


Un bel esempio, un modello da prendere ad imitazione affinché altri luoghi e spazi, in Italia, diventino isole di integrazione e spazio ideativo per tutti.


Tor Bella Monaca. Un luogo ricreativo che diventa creativo. L’isola che forse c’è!


“Dis/integration” a Roma in via dell’Archeologia 74, sino al 29 maggio



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