top of page

Umanità, economia e sostenibilità: ‘La scelta delle tre S’

Aggiornamento: 8 mar 2023


Sostenibilità - Solidarietà - Socialità


“Un'economia diversa, che fa vivere e non uccide, che include e non esclude, che umanizza e non disumanizza, che ha cura del creato e non lo depreda". Prendendo spunto da questa frase e trovandoci davanti ad un bivio di svolta, possiamo solo domandarci quale strada vogliamo scegliere.

Siamo ormai destinati ad affrontare un inevitabile ‘ritorno al futuro’, ma quale?


Negli ultimi anni è emersa con vigore un’economia non produttiva ma basata sulla Finanza, un’economia distruttiva, speculativa, che va contro l’umanità e fa numerosi accoliti (soprattutto nel mondo politico e dell’informazione), progetta per il presente e non per il futuro. Gli antichi ne sapevano qualcosa...


Il leopardo incontrò la capretta, che aveva freddo, e le disse “Vieni ti coprirò con la mia pelliccia”. Rispose la capretta “Che bisogno ne ho mai? Non prender tu la mia pelle!” Esso, infatti, non saluta la capretta se non per succhiarne il sangue.


Poema aramaico, trovato in papiri egizi.


Ma ciò che ci rende umani è la nostra capacità di trovare sempre alternative alle logiche della sopraffazione. Segnali di cambiamento provengono da più parti.


Nel mondo laico stanno nascendo gruppi che lavorano nel rispetto dell’ambiente e dell'uomo: con le recenti comunità energetiche dei cittadini, con le produzioni agricole biologiche e biodinamiche, o meglio con esperienze consolidate, come il primo condominio solidale a Roma, ‘La collina del Barbagianni’. Una comunità di famiglie, con un patto reciproco di mutuo aiuto che permette loro di vivere e realizzare sogni, desideri, bisogni di ciascuno e di ciascuna famiglia con uno slancio diverso rispetto a quando vivevano per conto proprio. Inoltre, comincia ad emergere il fenomeno degli ecovillaggi, di cui parleremo in seguito.


Recentemente dal mondo cristiano abbiamo nuovi fermenti, “The Economy of Francesco” è una proposta che invita a progettare insieme un'economia attenta alle persone e all'ambiente. Nel 2019 così si rivolgeva Papa Francesco, con una lettera ai giovani professionisti e imprenditori, leader e premi Nobel di tutto il mondo:

“È necessario studiare e praticare un'economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, che include e non esclude, che umanizza e non disumanizza, che ha cura del creato e non lo depreda".


Sarebbe necessario non innalzare steccati ideologici tra mondo laico e religioso, l’obiettivo è ambizioso e solo con l’unità d’intenti si potrà accelerare il suo raggiungimento; rimanendo saldi e distruggendo tutti i pregiudizi storici e di parte che ci attanagliano. Nessuno deve detenere il monopolio del cambiamento. Costruire insieme si può e si deve fare, un sincretismo produttivo tra mondo laico e religioso potrà portare energie nuove e soluzioni innovative al nostro mondo.


In contrapposizione alla Finanza è possibile proporre una Economia glocal una via per convivere con il mercato globale sfruttando al tempo stesso le opportunità della globalizzazione e della localizzazione: sostenibile, solidale, sociale in poche parole un’economia costruttiva e pro-umana. Guardare al progresso in modo nuovo e capire quale direzione percorrere è la scelta determinante per il futuro del pianeta (e anche per il nostro), perché:


La cultura ecologica non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico. Diversamente, anche le migliori iniziative ecologiste possono finire rinchiuse nella stessa logica globalizzata.

Dal libro Custodire il creato (proposte per una conversione ecologica) di Papa Francesco


Il Prof. Stefano Zamagni la chiama il nuovo strumento di civiltà, progresso morale ed economico, un processo che armonizza la Laudato Si’, Evangelii Gaudium e Fratelli tutti.


The ‘Economy of Francesco’ è un movimento informale di economisti, imprenditori, attivisti e promotori di economia sostenibile under 35 (e non solo) di tutto il mondo. Nell’Intervista a Diego Luca De Trena, consulente ed esperto di energie rinnovabili, Roberto Montoya per Rainews pone domande precise sulle proposte emerse nell’incontro del Papa con i giovani di “The Economy of Francesco”. https://www.rainews.it/articoli/2022/09/the-economy-of-francesco-la-rivoluzione-che-non-lascia-indietro-nessuno-0b84bd0c-e8ff-4aff-a6af-cc128c186d43.html

Un evento che si è svolto ad Assisi in tre giorni, dal 22 al 24 settembre, organizzato dal movimento che ne porta il nome, che ha visto come protagonisti e partecipanti, giovani economisti, imprenditori e changemaker. Sperimentando l’auspicio che un’altra economia più solidale, sostenuta dalla gratuità, capace di sacrificare il profitto, piccolo o grande che sia, per il bene comune, è possibile.


Alla domanda su come la proposta di Papa Francesco possa incidere per un cambiamento, e non solo nei giovani imprenditori,

Diego Luca De Trena ha affermato:

che la realtà del mondo dell’economia, non solo quello delle imprese, ma anche quello del servizio pubblico, è caratterizzato da numerose lotte di potere e molti interessi. Molto spesso, chi paga il prezzo più alto di queste lotte di potere sono gli stessi cittadini, la popolazione. Credo che sia necessario comprendere che un altro mondo è possibile e che questo mondo si può migliorare.


Non nascondendo che le difficoltà per mettere in atto una economia diversa ci sono:


Rispetto all’economia di Francesco, gran parte dei progetti dei giovani a volte mancano di realismo perché il mondo spesso è più complesso di quello che pensano i giovani. La disuguaglianza sociale è un problema ma non è sempre stato così. Il problema del cambiamento climatico è un’emergenza che mette in pericolo la sostenibilità dell’essere umano. È completamente diverso da quello che succedeva in passato. Tutta l’umanità e la chiesa cattolica devono fornire delle risposte. La sfida principale è come portare avanti questo nuovo modo di intendere l’economia, i mercati, e come mettere in pratica le teorie economiche con successo.


Intanto, come dicevamo, nuove realtà stanno nascendo e formandosi spontaneamente: gli ecovillaggi. In queste realtà si utilizzano pratiche di coltivazione tradizionale e innovative, pratiche artistiche, la raccolta di erbe medicinali, tecniche di costruzione con materiali naturali e il riciclo.

Si cerca di mantenere un contatto con la natura e di ritrovare le proprie radici, inquinando il meno possibile e riducendo i consumi superflui. Fornendo ispirazione, prospettiva e speranza a tante persone".


Sperimentare la sostenibilità non può prescindere da uno sguardo attento all’essenza stessa della natura: guardare solo all’aspetto fisico e chimico del prodotto e non anche alla cura dell’ambiente che ci circonda, sarebbe come dire ad uno psicologo di effettuare una diagnosi e guarire un individuo solo studiando il suo aspetto e la materia di cui è costituito, escludendo il suo essere e il suo spirito. Un tempo era in auge la fisiognomica, branca della scienza (scienza oggi tanto osannata) che aveva la presunzione di stabilire il carattere di una persona attraverso i lineamenti del volto (es. La punta del naso, come il becco di un'aquila, significa la vendetta 😊), quanti errori abbiamo commesso, quanti ne commetteremo.


Umanità, sostenibilità dell’ambiente, economia solidale potranno andare di pari passo solo se compresi nel loro insieme e studiati nella loro essenza, solo così possiamo progredire verso un futuro radioso.


Continuando con questa economia prevalentemente finanziaria, vivere su questo pianeta sarà come abitare su di un’isola dove da un momento all’altro potrebbe avvenire una grande esplosione vulcanica. Restare a guardare e sperare per il meglio (aiutati dai 'migliori') sembrerebbe l’unica possibilità. Eppure una via d'uscita c'è: possiamo rimboccarci le maniche e costruire insieme i velieri delle tre S:

Sostenibilità, Solidarietà e Socialità che ci porteranno lontano da certe logiche.



L'ora è adesso, abbiamo l’opportunità di riprendere la giusta rotta, guardando al mondo con occhi diversi, esplorando nuovi orizzonti.


A noi la scelta




(Il trittico di copertina è gentilmente concesso dal Maestro Sandro Marinacci)






Il libro consigliato


Sorella economia. Da Francesco di Assisi a papa Francesco: un'altra economia è possibile?

di Marco Asselle , Andrea Piccaluga, Ed. Porziuncola Edizioni

Papa Francesco ha invitato 500 giovani imprenditori ed economisti da tutto il mondo ad incontrarsi ad Assisi per dialogare e confrontarsi sul sistema economico attuale. Un sistema troppo spesso colpevole di consumare senza criterio le risorse naturali, di sfruttare i lavoratori e di accrescere il divario dello sviluppo tra nazioni ricche e povere. Il Papa ha intenzione di proporre un patto con questi imprenditori per una nuova visione di economia chiamata "The Economy of Francesco". Ma di cosa si tratta? E' possibile stabilire un legame tra una tale visione di sviluppo e il pensiero economico francescano? Esistono esempi di sostenibilità economica già realizzati? Grazie al contributo di un frate minore, di un terziario francescano e di esperienze imprenditoriali concrete, il testo offre piste di riflessione e strumenti utili per chiarirsi le idee su un argomento più che mai attuale.


bottom of page