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Humanity and ‘Contact’: il grido (o il canto) della Pace

Aggiornamento: 17 feb 2023

La creazione è l’immanenza di Dio trascendente […]

È attraverso il corpo che possiamo raggiungere […]

Dio Persona e Amore

(T. Deshimaru Roshi. P. Chauchard, Zen et cerveau)


Cittadini del mondo


2022 ottobre, Roma cosmopolita, un crogiuolo di popoli, culture e religioni diverse. Come 2000 anni fa circa, con la differenza che ‘in quel tempo’ erano popolazioni unite sotto il dominio militare del grande Impero Romano, oggi i popoli si sono incontrati liberamente sotto l’unico potente grido umano, quello che chiede la Pace.


Tutti gli imperi militari prima o poi sono destinati a cadere, sotto l’effetto della loro caratteristica principale, la conquista di terre e di altri popoli avviene tramite ‘la distruzione’, a loro volta i conquistatori verranno poi distrutti, inevitabile la storia delle guerre ha l’effetto di un boomerang. Altro invece è l’impero della pace, esso è indistruttibile perché adotta l’elemento della ‘costruzione’ e dell’amore Divino e universale.


Distruzione Vs Costruzione


In questa bella ottobrata romana i 'contact' sono stati proficui (citando il film Contact: "La domanda che io pongo è questa: siamo più felici come razza umana, il mondo è fondamentalmente un luogo migliore grazie alla scienza e alla tecnologia?). Le religioni che sino a ieri si consideravano aliene l’una verso l’altra si sono aperte al dialogo, uno spiraglio di luce nelle nebbie che avvolgono questo inizio di terzo millennio.


Organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, riunendo e ad animando le diverse realtà umane del nostro globo, con i loro rappresentanti delle grandi religioni mondiali ma anche con personalità del mondo della cultura, della società civile e della politica, si è svolto il 23, 24 e 25 ottobre l’incontro internazionale di Preghiera per la Pace dal titolo

‘Il grido della pace, Religioni e culture in dialogo’.

Al seguente link l’intera documentazione dell’evento:



Le sentinelle hanno avuto l’opportunità di seguire il FORUM 4 - LA PREGHIERA, RADICE DELLA PACE nel quale si sono discusse alcune questioni importanti:


Ci sono domande, all’interno di ogni cultura e tradizione religiosa, che riguardano la preghiera:

A che serve? Che cosa è? Chi è adatto a pregare?


La preghiera, come quello che aiuta di più a vivere, come l’aria, l’amicizia, l’amore, “non si vede”.

Eppure, è la più grande risorsa di cambiamento che ogni generazione, da millenni ha a disposizione: una forza debole (debole? n.d.r.) indispensabile per trovare le vie della pace, che è il nome stesso, unificante di Dio.


In molte parti del globo è come trovarsi in stretti cortili, dove cani rabbiosi si aggrediscono ringhiando furiosamente, danneggiando tutto quello che vi è intorno.


In questi giorni invece è sembrato di essere in una luminosa foresta dove un coro di uccelli, ognuno con il proprio singolare canto, intonava una melodia armoniosa dedicata al Dio immanente, nell’unica grande richiesta: La Pace.


Moderato da Felix Anthony Machado Arcivescovo cattolico, India nella sua introduzione ha sottolineato quali sono i punti principali per la ricerca della pace:

Coltivare la pace interiore: indispensabile per costruire la pace nel mondo

Non dimentichiamo che la pace nasce nel cuore di una persona.

Se cercate la pace, andate incontro ai poveri

Il rispetto dei diritti di ogni persona umana è il fondamento della pace.

Per costruire la pace nel mondo è necessaria la cooperazione di tutte le religioni

Le religioni hanno un ruolo importante da svolgere nello stabilire una pace duratura nella società. I leader religiosi devono motivare i loro fedeli a comprendere i principi della propria tradizione religiosa. I credenti sono "messaggeri e artigiani di pace". L'anelito umano alla pace è espresso da ogni religione. Se questo anelito è fondamentale ed essenziale per essere umani, allora i credenti di ogni religione dovrebbero sostenerlo, siano essi politici, leader di organizzazioni internazionali, imprenditori e lavoratori, associazioni e privati cittadini.

Interessanti poi gli interventi dei relatori documentati al seguente link:


Il nostro recente post sui tre velieri delle S al seguente link: https://www.lesentinelle.info/post/umanit%C3%A0-economia-e-sostenibilit%C3%A0-la-scelta-delle-tre-s


proponeva uno sguardo aperto al futuro, fondando le future società su Sostenibilità - Solidarietà - Socialità. Le proposte avanzate in questo Forum hanno dato vita ad altri tre velieri, per quanto riguarda le religioni e la pace del mondo: i velieri delle tre E che potrebbero essere costruite ed essere alla base del futuro dialogo tra religioni.


Educazione - Esperanto - Erasmus

Queste le tre E proposte:


Educazione: tutte le religioni e culture potrebbero impegnarsi e lavorare per incitare i propri governi ad istituire nelle proprie scuole la materia “educazione alla pace”. Educare soprattutto i giovani a pensare con la propria testa (lo stesso giorno ho sentito una professoressa universitaria italiana appellarsi a questa esigenza, possiamo dire che da noi la morale sta decadendo? O che anche la libertà intellettuale si sta piegando alle logiche di mercato?) Un imam islamico ha affermato che il male ha i suoi soldati che distruggono, così la pace dovrebbe avere i suoi combattenti ed è solo con la formazione che si possono ottenere. Forse è arrivata l’ora di insegnare ai giovani un nuovo modo di ragionare e pensare il futuro! Lontano dalle logiche dello scontro, analizzando sino in fondo la Verità sulle diverse questioni.

Esperanto: a Kioto, nei tempi shintoisti si sta adottando la preghiera nella lingua dell’Esperanto. Potrebbe essere l’inizio di qualcosa di nuovo, adottare nei vari templi, chiese, minareti o sinagoghe alcune preghiere con tale linguaggio universale, celebrate da ogni popolo sulla terra, adattabili per ogni incontro interreligioso.

Erasmus: oggi è uno strumento di scambio culturale europeo, studenti universitari che affrontano una parte dei loro studi in altri paesi d’Europa, incontrando e conoscendo altri giovani di altre culture. Così anche le religioni possono adottare una modalità di interscambio tra i giovani teologi delle varie confessioni e di studi filosofici di altre culture.

Guardiamo al futuro con occhi nuovi, creiamo le condizioni per una pace duratura su tutta la terra.


Intanto, dopo questo incontro di preghiera internazionale, la ricerca della Pace non rimane affacciata alla finestra, la ritroviamo in cammino, passo dopo passo andrà lontana. Papa Francesco sarà in Bahrein dal 3 al 6 novembre. Si tratta del 39° viaggio internazionale del Pontefice, del 10° in un paese a maggioranza musulmana: testimonia l’importanza per Francesco di voler consolidare il buon rapporto con l’Islam. Possiamo trovare al seguente link:

https://www.rainews.it/articoli/2022/11/papa-francesco-in-bahrein-rilancia-il-dialogo-sulla-fraternit-umana-tra-oriente-e-occidente-b172741a-8ac2-4c88-a67d-1ecdd615ba51.html un’intervista del giornalista Roberto Montoya (di Rainews) a Sua Eccellenza, il Vescovo Paul Hinder OFM Cap. Amministratore apostolico dell’Arabia del Nord (Bahrein, Kuwait, Qatar), dal titolo significativo “Papa Francesco dal Bahrein rilancerà il dialogo sulla “fraternità umana” tra Oriente e Occidente”

La sua visita nel piccolo Stato arabo toccherà le città di Manama e Awail, in cui è prevista una messa pubblica nello Stadio Nazionale e un suo intervento in occasione del “Forum for Dialogue: East and West for human coexistence” che rimanda al “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale” firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019 dal Papa e dal grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb. Ci si aspetta la continuazione del dialogo interreligioso tra la Chiesa cattolica e il mondo musulmano.

Il Vescovo Paul Hinder afferma che:

Il Papa interverrà alla cerimonia di chiusura del Forum per il Dialogo, sottolineando la necessità di avere incontri aperti tra persone con interessi diversi in zone di guerra e in società emarginate, affinché si arrivi a un percorso comune per il bene reciproco e il progresso collettivo

Papa Francesco è sicuramente consapevole della particolare situazione del Bahrein. Un paese prevalentemente musulmano, che tuttavia è stato aperto a persone di altre fedi negli ultimi 200 anni, una lunga e ricca storia di tolleranza e armonia religiosa.

Il Bahrein è un'isola-stato molto piccola che si trova tra le due principali potenze regionali, l'Arabia Saudita e l'Iran, e ha legami tradizionali in entrambe le direzioni e:

Papa Francesco non si lascerà sfuggire l'opportunità di ribadire il suo messaggio, che la guerra non risolve alcun problema, che le religioni sono chiamate a lavorare per la pace e che Dio non può essere usato per azioni che violano la vita degli esseri umani. La visita di Papa Francesco in Bahrein è un riconoscimento dell'armonia religiosa e della coesistenza, in una nazione a maggioranza musulmana.


Questo grido di pace costante, parte da lontano e travalica confini, spazio e tempo.

Con la chiusura dei lavori della preghiera internazionale al Colosseo sta avvenendo il riscatto, dopo duemila anni, di quel dolore e sofferenza dei molti gladiatori multietnici e dei primi martiri avvenuti in quel luogo. Dal lontano passato quegli uomini, donne e bambini ci chiedono di cambiare e lavorare per il futuro di questa umanità. Perché il loro sacrificio non sia stato invano.



Noi, come cittadini del mondo e di ogni religione, abbiamo il compito di lavorare per un cambiamento di rotta, allontanandoci dalle logiche della guerra, gridando (cantando e pregando) PACE per tutta l’umanità.





2021 aprile - Il manifesto programmatico
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